Attacco feroce dell'Atletico Madrid al Barcellona per il caso Julian Alvarez
La vicenda che coinvolge Barça, Alvarez e Atletico Madrid ha agitato così tanto le acque tra il Metropolitano e il Camp Nou che il conseguente tsunami potrebbe essere devastante.
Prima c'è stata la presunta offerta da 100 milioni di euro per l'attaccante argentino, smentita dal club colchonero, la cui risposta è stata piena di ironia.
Con un post sui social che utilizzava la frase 'Here We Go' dell'esperto di calciomercato Fabrizio Romano, hanno offerto biglietti per concerti, semi di girasole e un abbonamento al giornale ABC per ingaggiare Lamine Yamal, una chiara frecciata a Florentino Perez. Poi è arrivata un'altra presunta offerta per Pedri e l'annuncio del prestito di Raphinha all'Atleti in cambio di un prestito di Tom Ford e Smith senza opzione di acquisto.
Hanno persino concluso con un'ultima battuta, negando di aver fatto un'offerta al direttore sportivo del Barça Deco per unirsi al loro team di scouting.
Ma quel senso dell'umorismo è svanito completamente pochi minuti dopo, quando sono passati all'attacco in modo chiaro e deciso, accusando il Barça di destabilizzare, di far trapelare informazioni, di mancare di rispetto e di tirare in ballo il caso Negreira, ancora in corso e per il quale il Barcellona è sotto inchiesta per aver pagato milioni di euro nel corso degli anni all'ex vicepresidente del comitato arbitrale mentre ricopriva quella carica.
"No, l'Atletico de Madrid non farebbe mai una cosa del genere. Tuttavia, negli ultimi mesi siamo stati sottoposti a una campagna denigratoria incessante contro uno dei nostri giocatori," si legge in un post sui social.
"Trafilamenti calcolati, notizie false, mancanza di rispetto costante, la versione cule della macchina della propaganda che inventa storielle, telefonate prima degli scontri diretti... Ma ovviamente non ci verrebbe mai in mente neppure di tenere a libro paga il vicepresidente degli arbitri o di contare su favori politici per registrare i giocatori. RISPETTO e VALORI."