La Scozia si prepara a una sfida difficile contro la temibile Haiti nella partita inaugurale dei Mondiali
Tra le storie più edificanti delle qualificazioni ai Mondiali spicca quella di Haiti, che torna a giocare la fase finale dopo l'unica partecipazione nel 1974.
Il percorso verso l'edizione 2026 è stato tutt'altro che semplice e molti pronosticano un'uscita rapida, ma superare le difficoltà è un tema centrale nella storia della nazionale haitiana.
Haiti è stata funestata da violenze di gang e crisi politiche, tanto che le partite in casa sono state giocate in sedi neutre. Tuttavia, ciò non ha impedito agli haitiani di fare storia nelle qualifiche, tenendo testa a Costa Rica, Honduras e Nicaragua e vincendo il girone.
La Scozia parte favorita nella gara d'esordio, ma gli haitiani sanno come sorprendere e rappresenteranno una prova severa per la squadra di Steve Clarke.
Un afflusso di nuovi giocatori
L'ascesa di Haiti negli ultimi anni non è casuale. La rosa ha visto un'ondata di nuovi elementi, con stelle che hanno deciso di cambiare fedeltà e di impegnarsi con Les Grenadiers.
Non tutti questi cambi sono stati conseguenza del successo. Giocatori come Hannes Delcroix e Jean-Ricner Bellegarde hanno scelto la nazionale all'inizio della campagna di qualificazione, non alla fine.
Questi due nomi potrebbero essere noti ai tifosi della Premier League. Bellegarde è stato tra i migliori in un Wolverhampton in difficoltà, mentre Delcroix ha militato in Burnley e Swansea prima di passare al Lugano, in Svizzera.
Bellegarde è un centrocampista dinamico e di grande energia, capace di contribuire in entrambe le fasi, ma rende meglio più avanti. Nella stagione 2024/25 di Premier League ha fornito sette assist.
Delcroix sarà un punto fermo della difesa haitiana, in grado di giocare al centro o a sinistra. La sua esperienza nei massimi campionati europei (Inghilterra, Svizzera, Belgio) gli sarà utile sul palcoscenico mondiale.
Il gioiello più prezioso tra i nuovi arrivi è però l'attaccante Wilson Isidor. Il 25enne ha deciso di rappresentare Haiti a marzo 2026, lasciando la Francia, e da allora ha ottenuto buoni risultati.
Isidor ha giocato tre partite con Les Grenadiers, con due gol e un assist, portando qualità in attacco. È stato decisivo nel 4-0 contro la Nuova Zelanda e ha segnato nella sconfitta per 2-1 contro il Perù.
L'attaccante del Sunderland ha avuto un grande impatto in Inghilterra, con 19 reti in 82 partite pur non essendo sempre titolare. In questa stagione di Premier League ha segnato sei gol, dimostrando di saper segnare in vari modi, da conclusioni spettacolari a tap-in.
La Scozia, pur conoscendo bene la qualità di Isidor, dovrà tenere d'occhio la minaccia che rappresenta.
Altri fattori nell'ascesa di Haiti
Un contributo altrettanto importante è arrivato dai giocatori presenti da molto prima delle qualificazioni mondiali.
Il portiere Johnny Placide, già all'Oldham e oggi al Bastia, è in nazionale dal 2011 e detiene il record del terzo maggior numero di presenze di sempre.
La sua influenza come capitano si farà sentire in tutta la squadra, così come le capacità offensive dell'ala Louicius Deedson.
Il 25enne ha segnato quattro reti nelle qualificazioni e in media contribuisce a un gol ogni tre partite con Les Grenadiers.
Tutti questi giocatori sono guidati dall'esperto commissario tecnico internazionale Sebastien Migne.
Il francese ha allenato in passato RD Congo e Kenya, ed è stato recentemente vice commissario tecnico del Camerun.
Durante le qualificazioni ha preferito varianti del 4-3-3 o 4-2-3-1, ma nelle amichevoli pre-Mondiale ha optato per un 4-4-2 più strutturato.
Questo cambio potrebbe coincidere con l'arrivo di Isidor, che spesso rende meglio con una punta al suo fianco. Probabilmente giocherà con Frantzdy Pierrot, un attaccante di stazza, alto un metro e novantatré.
Il 31enne è una colonna portante di Les Grenadiers da quasi un decennio, con 34 reti in 51 presenze.
Una coppia d'attacco potrebbe anche fare spazio al miglior marcatore di tutti i tempi di Haiti, Duckens Nazon, autore di 44 gol in 78 partite.
Una struttura difensiva più solida potrebbe essere la scelta giusta per Haiti ai Mondiali e contro la Scozia, con la squadra di Migne che spesso adotta uno stile diretto e di contropiede.