Hugo Broos contrariato per la fuga di notizie sui Bafana ma minimizza l'importanza contro il Messico
Sabato, i Bafana Bafana hanno ottenuto un pareggio per 1-1 contro la formazione caraibica in una gara amichevole non ufficiale, pertanto non valida ai fini delle presenze in nazionale.
Il modo in cui i video sono trapelati è ancora avvolto nel mistero, ma secondo Broos le conseguenze negative saranno limitate.
“Ho notato dei brevi filmati sui social, una sorpresa per me”, ha dichiarato. “Non capisco come abbiano fatto ad accedere allo stadio. In realtà non mi stupisce, perché anche il Messico ha tutto l’interesse a conoscere il nostro gioco e le nostre azioni in quella partita.”
“Tuttavia, questo non mi turba. Il tecnico messicano non ha bisogno di vedere quella gara contro la Giamaica; conosce già bene la nostra squadra. Quanto a me, so già tutto del Messico, ho analizzato a sufficienza i loro recenti incontri.”
Broos si è mostrato nuovamente critico verso la prestazione dei suoi, ma ha ipotizzato che il gruppo sia ancora in fase di adattamento all’altitudine e di recupero dal fuso orario.
“Probabilmente ci servono ancora alcuni giorni per abituarci all’altitudine. Ho notato calciatori che non riuscivano a produrre lo sforzo desiderato, un chiaro effetto della quota elevata”, ha spiegato.
“Sono fiducioso che nei prossimi quattro giorni saremo perfettamente pronti per l’incontro di giovedì.”
“Avevo previsto di arrivare qui con largo anticipo rispetto all’inizio del torneo (giovedì) proprio per favorire l’acclimatamento e per gestire con cautela i carichi di allenamento.”
Broos ribadisce che il suo team sarà all’altezza del Messico e che il piano gara è già stato definito, manca solo la corretta esecuzione.
“Conosciamo la strategia da adottare contro il Messico, sia in fase di non possesso che di possesso palla. Rifiniremo gli ultimi particolari nelle due sedute di allenamento rimanenti. Ogni nostro pensiero è rivolto a questa sfida”, ha affermato.
“Ogni calciatore messicano è pericoloso, formano una squadra eccellente, caratterizzata da grande mobilità e spirito di gruppo. Traspare la loro ambizione di diventare campioni del mondo, lo si nota dal loro stile di gioco. Per ottenere un buon esito, dovremo esprimere il nostro massimo potenziale. Si tratta di una rosa molto equilibrata.”
Secondo Broos, i suoi ragazzi devono apprezzare l’opportunità di giocare la gara inaugurale del torneo di fronte a una folla locale fortemente schierata.
“Sarà un’esperienza unica e straordinaria, dato che nessuno dei miei giocatori ha mai vissuto una situazione simile. Per noi sarà cruciale seguire il piano gara senza lasciarsi influenzare da ciò che accade sugli spalti”, ha sottolineato.
“Abbiamo percepito l’affetto dei sudafricani rimasti in patria, e sarà questo a guidarci giovedì al fischio d’inizio. Tutti coloro che al momento ripongono fiducia in noi.”
Per Broos si tratta di un ritorno alle origini, visto che 40 anni fa giocò la partita inaugurale del Mundial 1986 con il Belgio proprio contro il Messico e nel medesimo stadio.
“Fu un’esperienza indimenticabile 40 anni fa, quando disputammo la gara d’esordio contro il Messico. In quell’occasione compresi l’unicità del Mondiale”, ha ricordato.
“Da giocatore ero immensamente felice, carico di motivazione ed entusiasmo. Ora, dopo 40 anni, mi ritrovo qui a giocare ancora la gara inaugurale contro il Messico nell’Azteca. È sorprendente che si sia ripetuta questa coincidenza. E sono di nuovo emozionato.”
Interrogato su quanto lo disturbi l’etichetta di squadra più debole del Gruppo A (insieme a Repubblica Ceca e Corea del Sud), Broos ha risposto di essere contento che i rivali lo sottovalutino.
“Sono davvero soddisfatto che ci considerino la formazione più modesta”, ha affermato.