Le partite della nazionale femminile allo stadio Parken sono un affare svantaggioso per la Federcalcio danese
Alla partita di qualificazione ai Mondiali della nazionale femminile danese contro l'Italia, disputata sabato allo stadio Parken, hanno assistito 12.000 spettatori.
Ma ne servono di più se si vuole che l'evento in sé generi un utile, spiega il direttore della DBU Erik Broegger.
Tuttavia la Federcalcio danese resta ottimista riguardo alla possibilità di organizzare una visita annuale della nazionale femminile all'impianto nazionale, a patto che venga coordinata con altre iniziative nell'arena e che si tratti di un incontro appealing.
Comunque sia, per i danesi rappresenterebbe comunque un'operazione in rosso dal punto di vista del bilancio per questi incontri.
"Anche con 15.000 spettatori avremmo registrato una perdita finanziaria e probabilmente lo stesso con 20.000", dichiara Erik Broegger a Ritzau.
Lo definisce una scelta deliberata di accettare il deficit economico.
"Si tratta di un investimento che stiamo realizzando. Abbiamo risorse disponibili e le stiamo destinando alla squadra, sia per migliori strutture, che per aumenti retributivi, per un organico più ampio e per professionalizzare l'intero apparato. Parte dei fondi va anche a migliorare l'esperienza dei tifosi e le condizioni negli stadi."
Sabato Danimarca e Italia hanno pareggiato senza reti, il che lascia le danesi in posizione favorevole per la qualificazione ai Mondiali femminili dell'anno prossimo in Brasile, con sole due partite rimaste nel girone di qualificazione.