'I tifosi vogliono vincere': Simeone dubita del suo futuro all'Atletico Madrid dopo l'eliminazione in Champions
Interpellato se avesse ancora le energie per proseguire dopo il ko di martedì nella capitale britannica, la replica di Simeone è stata fuori dal comune.
"Non in questo momento, assolutamente no," ha dichiarato Simeone, alimentando incertezze sulle sue scelte estive.
Domande analoghe gli sono state poste negli anni, ben quattordici e mezzo, da quando ha assunto la guida dei Colchoneros.
Solitamente emergono in fasi come questa, eliminazioni dolorose, che l'Atletico ha subito più volte. Nessuna ha ferito quanto le due sconfitte in finale contro i rivali del Real Madrid nel 2014 e nel 2016.
Simeone fu a un passo dall'addio dopo la seconda, ai rigori al San Siro, confessando quanto fosse arduo rimotivare i giocatori dopo un colpo simile.
Quelle partite risalgono agli esordi del suo ciclo, il periodo aureo dell'Atletico.
Le stagioni successive sono state in gran parte deludenti, malgrado il trionfo in La Liga nel 2021, considerando la sfida di fronteggiare i due colossi spagnoli, Barcellona e Real Madrid.
"Siamo maturati in ogni ambito, siamo un club noto in Europa e nel mondo," ha affermato Simeone dopo il 1-0 subito all'Emirates, che ha portato a un 2-1 complessivo in negativo.
"Ma i tifosi desiderano vittorie. Raggiungere una semifinale non basta."
Dal quel successo in campionato di cinque anni fa, l'Atletico attende trofei mentre lotta con la propria identità.
Simeone, noto ancora come allenatore ultra-difensivista, ha ripetuto più volte quest'anno che la sua squadra attacca meglio di quanto difenda.
Non abbastanza per superare l'Arsenal compatto di Mikel Arteta, ma i progressi ci sono e Simeone si è adattato, puntando a un gioco più aperto senza perdere l'intensità che ha caratterizzato i suoi anni d'oro.
Malgrado il tempo sempre più lungo senza coppe aumenti la pressione e le chiacchiere tra i tifosi, che idolatrano Simeone ma si chiedono se un altro tecnico potrebbe trarre di più dal gruppo, emergono segnali positivi.
Segnali positivi
L'Atletico ha raggiunto la finale di Copa del Rey, la prima dal trionfo del 2013 con Simeone alla guida, anche se è stato eliminato ai rigori dal Real Sociedad ad aprile.
Il figlio di Simeone, Giuliano, sta emergendo, Ademola Lookman si è integrato alla grande dopo il suo arrivo a gennaio e il difensore Marc Pubill ha brillato sotto la guida di Simeone tanto da poter entrare nel giro della nazionale spagnola per il Mondiale 2026.
Sebbene l'avventura europea sia terminata anzitempo, il cammino fino alle semifinali lascerà ricordi belli ai supporter, in particolare la vittoria sul Barcellona nei quarti.
Ha dato ai veterani Antoine Griezmann, in partenza per l'Orlando City in MLS, e Koke, con un futuro incerto, un'ultima occasione per eccellere sul palcoscenico più prestigioso del calcio dei club.
"Spero che i nostri tifosi diano ad Antoine il supporto che merita nelle ultime partite," ha detto Simeone.
"Koke è stato fenomenale, una lezione su come giocare a calcio alla sua età."
Sostituire Griezmann sarà una sfida immane per il club quest'estate, che se gestita bene potrebbe spingere la squadra verso i successi agognati.
Se sbagliata, come il trasferimento fallimentare di Joao Felix da 126 milioni di euro (148 milioni di dollari) nel 2019, la siccità dell'Atletico continuerà.
Se Simeone guiderà il progetto resta da chiarire definitivamente, ma ogni volta che i dubbi sono sorti negli ultimi quindici anni, ha sempre optato per restare.