FIFPRO acclama sentenza storica mentre ente europeo riconosce sfida al calendario calcistico
La decisione unanime del Comitato Europeo dei Diritti Sociali del 16 marzo segna la prima occasione in cui un sindacato dei calciatori ha portato avanti con successo un reclamo collettivo in base alla Carta Sociale Europea aprendo la via a unindagine su se la Francia abbia mancato di garantire condizioni di lavoro adeguate per i giocatori professionisti inclusi i minori.
FIFPRO ha definito il nucleo della controversia come il mancato intervento dello Stato francese a tutela dei calciatori professionisti dai pericoli per la salute e la sicurezza derivanti da un calendario internazionale di partite affollato e in crescita che ritiene guidato dalle scelte unilaterali della FIFA sui formati delle competizioni.
Il governo francese aveva cercato di far respingere il caso sostenendo che presunte violazioni del lavoro ricadessero su organismi sportivi privati come la FIFA o la Federazione Francese di Calcio e non sullo Stato.
Il Comitato ha respinto quellobiezione confermando che i governi nazionali restano legalmente responsabili di assicurare il rispetto dei diritti fondamentali dei lavoratori nei loro territori indipendentemente dal fatto che un ente privato gestisca il settore.
FIFPRO Europe che appoggia il Sindacato Nazionale dei Calciatori Professionisti Francesi (UNFP) nel procedimento ha definito la decisione un "caso emblematico" per lindustria.
Ha aggiunto che il reclamo mette in luce come gli organismi di governo globali "spesso eludano gli standard nazionali sul lavoro per quanto riguarda periodi di riposo e contrattazione collettiva".
FIFPRO Europe ha confermato che fornira pieno sostegno allUNFP durante le prossime fasi del processo e ha invitato altri Stati europei a rendere i dirigenti del calcio responsabili per "fallimenti sistemici" che secondo loro privilegiano interessi commerciali rispetto alla sicurezza dei giocatori.
"La Francia non è sola molti altri Stati si trovano in situazioni simili con standard minimi su orario di lavoro periodi di riposo salute sul lavoro e contrattazione collettiva sistematicamente indeboliti da decisioni prese a livello globale" ha dichiarato in una nota.