ESCLUSIVA L attaccante brasiliano Luiz Henrique parla del padre spirituale Ancelotti e del suo sogno con l Arsenal
Luiz Henrique ha anche dichiarato di percepire le squadre piu grandi del mondo come se stesse giocando a calcio nella comunita povera dove e cresciuto.
Vincitore della Libertadores con il Botafogo, il giocatore attuale dello Zenit ha parlato con Flashscore in vista di Brasile contro Croazia, un amichevole in programma martedi. Giovedi scorso, Luiz Henrique e entrato nella seconda meta della sconfitta per 2 a 1 contro la Francia, e si e rivelato uno dei migliori in campo per il Brasile.
Leggi l intervista completa qui sotto.
Flashscore: Sei entrato nella partita Brasile Francia giocando con la stessa liberta del ragazzo che militava nel Fluminense. Come fai a mantenere quel livello?
Luiz Henrique: "Quando entri in campo con paura, nulla scorre fluido. Per questo, quando inizio una partita, immagino di essere a Vale do Carangola (una comunita nella citta di Petropolis, Rio de Janeiro) con i miei amici di infanzia a divertirmi."
Come era la tua infanzia a Petropolis?
"Era complicata. Dio mi ha scelto per essere un calciatore fin da piccolo. Naturalmente, e stato un po difficile, ma abbiamo superato gli ostacoli con tanto impegno e umilta."
Hai mai temuto di non riuscire a diventare un calciatore professionista?
"Si, a volte era davvero dura perche la mia famiglia non poteva permettersi di darmi tutto cio che mi serviva per stare in campo. In certi momenti ho avuto paura che non ce l avrei fatta. Ho persino pensato di smettere con il calcio, cosa buffa, per dedicarmi al judo."
Eri bravo nel judo?
"Mezzo e mezzo, ero decisamente migliore nel calcio (ride)."
Come e il tuo rapporto con Ancelotti?
"E una persona che non si concentra solo su un giocatore. Parla sempre con tutti i membri della squadra, vuole sapere le loro opinioni. E come un padre per noi. Desidera sempre capire dove preferiamo giocare, in quale posizione ci sentiamo a nostro agio, e questo aiuta il gruppo a sentirsi bene in campo."
I Mondiali sono alle porte. Li aspetti con ansia?
"Si, non vedo l ora. Mi rendo conto di essere a un passo dal Mondiale. Devo proseguire questo percorso con la nazionale e il mio club affinche il tecnico mi convochi all ultimo momento."
Immagini di tornare un giorno nel calcio spagnolo?
"Si, mi e piaciuto molto il Betis, e un club con una struttura enorme. Voglio svolgere il mio ruolo, mostrare la mia allegria, rappresentare prima il mio club e, se selezionato, la nazionale brasiliana, cosicche se un giorno potro tornarvi, sara con grande affetto e braccia aperte."
Qual e il tuo grande sogno?
"Vincere i Mondiali con la nazionale brasiliana. Ho una fede incrollabile che il Brasile arrivera alla finale e la vincera. Poi desidero realizzare il sogno di approdare in Europa e giocare per una squadra di vertice in Inghilterra."
Ci sono squadre in Inghilterra che ti piacerebbe rappresentare?
"Amo l Arsenal, il loro stile di gioco aggressivo. Si concentrano molto sulle fasce laterali, quindi sarei felice di militarvi.
"Ho gia parlato con Gabriel Magalhaes e Gabriel Martinelli, dicono che la squadra e eccellente, apprezzano tantissimo l allenatore Arteta, affermano che ascolta sempre i giocatori. Se Dio vuole, mi piacerebbe avere la chance di collaborare con lui."
"Si, decisamente di piu. Prima non avevo molta esperienza, ero appena arrivato in Europa. Il campionato li mi ha aiutato a crescere, e poi il mio arrivo al Botafogo nel 2024 e stato un anno fantastico. Oggi sono piu maturo, piu costante nei miei obiettivi. Mi vedo come un uomo piu forte, sia mentalmente che fisicamente."
Come ti trovi a giocare in Russia ora?
"E un campionato tosto. La gente pensa il contrario, ma e molto impegnativo, molto fisico. I giocatori sono esperti, ti marcano da vicino, e questo mi ha fatto evolvere per entrare nella nazionale brasiliana.
"E completamente diverso. Chi arriva dal Brasile non e abituato al freddo, quindi devi riscaldarti alla perfezione per essere al cento per cento durante la partita, anche per evitare infortuni."