ESCLUSIVA: L'allenatore del Brescia Corini parla della crisi italiana e se l'ex compagno Guardiola possa risolverla
"Vincere e sempre una sfida ardua", indipendentemente dal campionato o dal suo prestigio. Questo e un insegnamento che Corini ha assimilato durante i suoi anni da calciatore, quando le sue abilita tecniche e le qualita di leader hanno guidato squadre storiche nel calcio italiano, come quella del Palermo sotto la guida di Maurizio Zamparini, salita dalla Serie B alla Coppa UEFA.
L'ha compreso ancora meglio da allenatore, operando in societa ambiziose e affrontando contesti non semplici e talvolta complessi, con ostacoli che molti avrebbero evitato.
Una di queste sfide e quella che affronta oggi con il club della sua citta natale, Brescia. Accettarla e stata una decisione del cuore, quasi un obbligo per lui, nato in provincia, a Bagnolo Mella.
Dopo il fallimento del Brescia Calcio, una ferita ancora aperta per una citta che per oltre un secolo ha visto il calcio come parte della sua identita, Corini e tornato a casa nel corso della stagione per assumersi un'eredita molto pesante. Non solo per costruire una squadra competitiva, ma anche per ricostruire fiducia, continuita e un senso di appartenenza.
"Devo dire che l'ambiente ripone molta fiducia", inizia Corini.
"E stata una stagione in cui siamo arrivati secondi, dietro a un Vicenza che provava da quattro anni a salire. Vincere e sempre difficile, come dimostra una squadra come il Vicenza...
"Abbiamo chiuso al secondo posto, e considerando come si e svolta la stagione, con tanti infortuni nel gruppo, abbiamo dovuto gestire un'emergenza continua, e un risultato del genere e ottimo, e ora ci stiamo preparando al meglio per i playoff."
I playoff rappresentano la porta per il paradiso per l'Union Brescia, che sogna la promozione in Serie B contro rivali di alto livello come Ascoli, Salernitana e Catania. La squadra di Corini se la vedra prima con il Casarano, con un posto nelle Final Four in palio.
E un campionato nel campionato, e Corini pare avere le idee chiare su come completare il progetto iniziato a dicembre 2025.
"Si vincono i playoff affrontandoli con grande lucidita, con grande determinazione, reagendo a quelle sfumature che possono mutare rapidamente in una partita o da un incontro all'altro," spiega l'allenatore dell'Union Brescia.
Per Corini, le due partite contro il Casarano vanno affrontate "come periodi ampi, e devi rimanere nel gioco in ogni circostanza, che le cose vadano bene o no, perche tutto puo cambiare in fretta, e quindi serve molta chiarezza e una forte volonta per raggiungere qualcosa di importante."
Il secondo posto conquistato alla fine della stagione regolare e, per l'allenatore, un traguardo di grande valore, specie nel contesto in cui e stato ottenuto, con i numerosi infortuni che hanno colpito la rosa e il suo operato. L'allenatore del Brescia e riuscito a ristabilire equilibrio e sicurezza in un gruppo che ora si avvicina ai playoff con una consapevolezza rinnovata.
"Abbiamo reagito a una situazione molto complicata, siamo rimasti in piedi finendo secondi e con questa energia, con questa forza mentale, vogliamo affrontare i playoff nel modo migliore," aggiunge.
La promozione sarebbe un bis per Corini, che gia nel 2019 aveva riportato il Brescia in Serie A. Ma il percorso di quest'anno non e paragonabile a quello:
"Non ci sono somiglianze. All'epoca finimmo primi in Serie B, ma questa e una stagione in cui sono arrivato a meta campionato, gestendo un'emergenza costante, e cio mi ha aiutato a forgiare molte cose in termini di carattere."
Corini crede nel sogno, e Brescia lo sostiene nel tentativo di uscire dal limbo dopo il tracollo del vecchio club cittadino.
Una citta che spera di riottenere la sua storia, nutrendosi di ricordi indimenticabili di campioni come Roberto Baggio, Andrea Pirlo e Pep Guardiola.
'Se arrivasse Guardiola, sarebbe difficile per chiunque opporsi'
L'ultimo, ex compagno di Corini al Brescia, ora viene accostato alla nazionale italiana dopo un'altra delusione ai Mondiali.
E un nome che l'allenatore del Brescia appoggia, pur con una piccola riserva.
"Credo che Guardiola, per le sue competenze e la capacita di rapportarsi, possa allenare qualsiasi squadra al mondo. Ha credenziali solide per guidare la nazionale italiana, che sta uscendo da un periodo molto complicato.
"Non nascondo che mi piace l'idea di un'identita nazionale, un allenatore italiano.
"Certo, se arrivasse Guardiola, sarebbe difficile per chiunque opporsi, vista la statura dell'allenatore e dell'uomo."
Tocchera al futuro presidente della federazione decidere il prossimo ct della nazionale. Intanto, il sistema calcistico dovra trovare vie nuove per uscire dalla palude degli ultimi quindici anni e ridare fiducia all'ambiente e ai giocatori.
"Mi e difficile credere che non ci siano talenti di alto livello," ammette Corini, nel tentativo di analizzare la crisi del calcio italiano.
"Era dura immaginare di non qualificarsi di nuovo ai Mondiali, ma purtroppo e successo. Forse la pressione per qualificarsi a tutti i costi ha pesato troppo. Non e stata vista come una responsabilita da assumersi."
"Penso che oggi dobbiamo riconquistare il nostro ruolo e trasformare la pressione in un privilegio, e lavorare dalle basi con qualita nella formazione dei giovani, perche credo ancora che abbiamo ottimi giocatori.
"Dobbiamo prepararli sia tatticamente che tecnicamente, ma anche mentalmente, che nel calcio moderno spesso fa la differenza."
Ma il problema e anche a livello dirigenziale, sente Corini.
"Serve una leadership forte per dare direzione. Ci sono tanti allenatori bravi e capacissimi.
"Devono avere competenze specifiche perche chi allena i bambini dai sei ai dieci anni necessita di certe abilita. Dai dieci ai quattordici e un altro passo. Dai quattordici ai diciassette diciotto e un altro ancora.
"A mio avviso, devono essere retribuiti adeguatamente, perche non si puo sottovalutare un lavoro cosi prezioso se si crede che questo sviluppo sia la chiave per cio che si vuole costruire."
Intanto, gli italiani guarderanno di nuovo i Mondiali da spettatori, sperando che tra quattro anni gli Azzurri si qualifichino nuovamente, forse grazie ai talenti che ora stanno emergendo.
E Corini gia indica un nome per il futuro:
"Ho alcuni giocatori giovanissimi con qualita importanti. Visto che e il piu piccolo e lavora con noi da tre settimane, dico Dennis Beldenti.
"Un ragazzo davvero giovane con un atteggiamento importante sia atleticamente che tecnicamente, e di conseguenza ha tutto il tempo per diventare un giocatore che magari un giorno potra arrivare in nazionale."